Alla scoperta del confine: il Convegno nazionale di AC a Gorizia

Un fine settimana intenso per il consiglio nazionale della Azione cattolica che ha voluto visitare Gorizia in occasione di GO! 25. Nelle due giornate goriziane gli oltre sessanta consiglieri hanno avuto modo di conoscere più da vicino la realtà del confine e di comprendere meglio la storia, spesso dolorosa che ha segnato questo angolo del Nord-est ed in particolare del territorio goriziano reciso crudelmente da un confine nel 1947.
Le due giornate sono state scandite dai lavori di consiglio, ma anche da visite ed incontri. Nella giornata di sabato in particolare, dopo i saluti dell’Arcivescovo di Gorizia Carlo Maria Redaelli la visita nel primo pomeriggio alla località di Oslavia contrassegnata dalla imponente presenza del Santuario monumentale che raccoglie oltre 30.000 caduti della prima guerra mondiale.
Presso l’ azienda agricola Fiegl dopo i saluti e la presentazione del titolare Martin Figelj il consiglio nazionale ha avuto modo di incontrare i rappresentanti della Associazione Isonzo, che si occupa della conservazione della memoria e dei fatti accaduti nelle nostre terre, con particolare riferimento agli eventi bellici svoltisi nel Novecento, Stefano Zucchiatti e Bruno Pascoli che hanno avuto modo di tracciare tutti gli eventi storico e politici che si sono susseguiti dal 1915 alla fine degli anni ’90. Storicamente – hanno sottolineato i due esperti – Gorizia che era crocevia di popolazioni integrate è stata campo di battaglia di eserciti, oggetto di ambizioni politiche e territoriali, un territorio che ha conosciuto umiliazioni e lacerazioni tra la sua gente, la sua popolazione è stata divisa contrapponendo ideologie politiche, nazionalistiche e purtroppo anche etniche, fino alla fine del XX secolo.
La seconda parte del pomeriggio è stata dedicata alla visita della città. Il Consiglio si è incontrato con i soci ed i cittadini in Piazza Transalpina dove ad attenderli c’erano Il Sindaco di Gorizia Rudi Ziberna, l’assessore a Go! 25 Patrizia Artico, in rappresentanza della Regione l’Assessore Sebastiano Callari ed i Consiglieri Diego Bernardis e Antonio Calligaris. Il Presidente diocesano Paolo Cappelli, portando i saluti della Associazione ha sottolineato l’importanza del momento riprendendo le parole dette alcuni giorni prima a Gorizia dal Presidente della Repubblica Mattarella: “E’ ai cittadini di queste terre che dobbiamo il successo di questo percorso: società mature, cresciute in democrazia, con efficaci anticorpi rispetto a lusinghe di sterili e pericolosi nazionalismi che hanno arrecato tanti gravi danni”. Oggi ha ripreso Il Presidente diocesano, Gorizia e Nova Gorica questa esperienza goriziana devono essere di insegnamento e di esempio di come si possa superare le divisioni.
Nel suo intervento di saluto il Sindaco Ziberna ha voluto rimarcare l’importanza del far tesoro della storia e di saper andare oltre, riconoscendo le ragioni di tutti. La storia – ha sottolineato il Sindaco – va compresa e contestualizzata, ma soprattutto bisogna essere capaci di fare tesoro di ciò ché è accaduto affinché non accada più.
L’assessore Callari ha invece ha evidenziato l’ intensa polemica attorno al Manifesto di Ventotene, un documento del 1941 che continua a suscitare discussioni accese. Tuttavia, ciò che sorprende, a ripreso, è che nessuno parla del fatto che, proprio qui, con Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della cultura 2025, è stato realizzato un manifesto di straordinario valore per l’Europa. Forse è arrivato il momento di iniziare a parlare del Manifesto di Gorizia”. “Qui abbiamo vissuto, e viviamo tuttora, ogni giorno il significato autentico dell’Europa: due popoli che un tempo si osservavano da una parte e dall’altra del confine, oggi convivono, dialogano e progettano insieme il futuro”, ha sottolineato l’esponente della Giunta regionale, rimarcando il valore della testimonianza concreta che Gorizia rappresenta nel contesto europeo.
Da parte del Presidente nazionale Giuseppe Notarstefano parole di saluto e di ringraziamento a tutti i presenti. Gorizia – ha detto il Presidente – ci racconta di una pace possibile, che un dialogo tra i popoli per quanto diversi e segnati dalla sofferenza generata dalla guerra puo’ diventare realtà, cosi come sostiene Papa Francesco, attraverso il quotidiano e spesso nascosto lavoro degli artigiani di pace.
La visita poi è proseguita attraverso il valico del Rafut, Piazza della Transalpina la Sinagoga e la Chiesa metodista, la chiesa di Sant Ignazio, il Duomo e Piazza della Vittoria.
In serata si è svolto l’incontro a Nova Gorica presso la Concattedrale di Cristo Redentore con la Comunità slovena.
Una visita quella del Consiglio nazionale di Azione cattolica che ha aiutato tutti a capire che confine non è solo una parola: il confine esiste, e ci sono persone che lo abitano e lo hanno abitato a Gorizia e Nova Gorica, ma che sono state capaci anche con la loro storia e con il rischio della vita ad essere, come li ha definiti papa Francesco, “artigiani di pace”, capaci di trasformare un sogno in una realtà.